Mattarella sulla strage di Capaci – “Ha segnato la storia della Repubblica

Cerimonia di commemorazione delle vittime della strage di Capaci con bandiere italiane

“La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica”: con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama il Paese alla memoria e alla responsabilità, nel giorno dedicato alla Giornata della legalità e al ricordo della strage di Capaci.

“Attacco di inedita ferocia” contro la libertà degli italiani

Nel suo messaggio ufficiale, diffuso dal Quirinale, Mattarella definisce la strage di Capaci “una delle più sanguinarie manifestazioni della disumanità mafiosa”. Un attentato che, sottolinea il capo dello Stato, fu un colpo diretto alla libertà e alla dignità degli italiani, non solo un attacco a singole persone o a un’istituzione.

Il Presidente rimarca come quella violenza avesse un obiettivo preciso: “piegare le istituzioni con la violenza e il ricatto”. La mafia, ricorda Mattarella, pensava di poter condizionare lo Stato attraverso il terrore, colpendo nel modo più eclatante possibile.

Le parole del Quirinale, rilanciate dalle principali agenzie di stampa come ANSA, inseriscono la ricorrenza del 23 maggio in una prospettiva storica: non solo memoria, ma consapevolezza di un passaggio che ha cambiato per sempre il rapporto tra cittadini, mafia e Stato.

La risposta dello Stato: “sconfitte irreversibili” per la mafia

Nel messaggio diffuso nella Giornata della legalità, Mattarella insiste sulla reazione arrivata dopo quella stagione di sangue. Di fronte all’offensiva mafiosa, spiega il Presidente, lo Stato non ha ceduto, ma ha opposto “risposte inflessibili”.

Secondo il capo dello Stato, proprio questa fermezza ha portato la criminalità organizzata a subire “sconfitte irreversibili”. Un passaggio che attribuisce il merito non solo alle strutture dello Stato, ma alle persone che le incarnano:

  • donne e uomini delle istituzioni, definiti “coraggiosi e tenaci”
  • cittadini che hanno dato un “contributo decisivo” nella lotta alla mafia

Mattarella lega quindi la memoria delle vittime alla concreta azione di magistrati, forze dell’ordine, amministratori, ma anche alla mobilitazione civile che, dopo Capaci, ha riempito le piazze e cambiato il clima sociale nel Paese.

Il richiamo è coerente con l’attenzione costante del Quirinale per i temi della legalità, testimoniata anche dalle iniziative e dai discorsi pubblicati sul sito ufficiale della Presidenza della Repubblica.

Giornata della legalità: memoria come impegno quotidiano

Il messaggio del Presidente si inserisce nelle celebrazioni della Giornata della legalità, che ogni anno richiama scuole, associazioni e istituzioni a momenti di ricordo e riflessione.

Nel testo diffuso dal Colle, Mattarella lega la memoria della strage di Capaci a un impegno che non può restare simbolico: la difesa della legalità come pratica quotidiana, che parte dai comportamenti individuali e arriva alle scelte delle istituzioni.

Il Presidente richiama in particolare:

  • il ruolo dell’educazione dei più giovani
  • la centralità della partecipazione dei cittadini
  • l’importanza di non sottovalutare mai i segnali di infiltrazione mafiosa nel tessuto economico e sociale

Un messaggio che si affianca al lavoro svolto da realtà come la Fondazione Falcone, impegnata nel tenere viva la memoria del giudice e nel promuovere cultura della legalità nelle scuole e nella società.

Come trasformare il ricordo di Capaci in gesti concreti di legalità

Per Mattarella, la strage di Capaci non appartiene solo al passato: “ha segnato la storia della Repubblica” perché continua a interrogare il presente. Tradurre questo richiamo in gesti concreti significa, nella vita di tutti i giorni:

  • sostenere chi denuncia e si oppone a logiche mafiose e di ricatto
  • rifiutare compromessi con l’illegalità, anche quando sembrano “piccoli”
  • informarsi e partecipare alle iniziative pubbliche sulla legalità nel proprio territorio
  • educare bambini e ragazzi al rispetto delle regole e del bene comune

Il messaggio del Quirinale nella Giornata della legalità è un invito a non considerare la mafia come un problema distante, ma come una minaccia che si contrasta con istituzioni forti e cittadini consapevoli. È in questo intreccio, ricorda Mattarella, che quella stagione di sangue ha trovato una risposta capace di infliggere alla mafia “sconfitte irreversibili” e di cambiare il corso della storia repubblicana.

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