Ciao Carlin, le tue idee ci guideranno” – l’ultimo saluto a Carlo Petrini nella Sala Rossa di Pollenzo
Si è aperta questa mattina, nella “Sala Rossa” dell’Agenzia di Pollenzo, la camera ardente per Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Terra Madre, scomparso ieri a Bra all’età di 76 anni. Il via vai di persone è continuo, in un silenzio rispettoso che racconta meglio di qualsiasi parola quanto fosse profonda l’impronta lasciata da “Carlin”.
La camera ardente a Pollenzo: un flusso continuo di persone
La camera ardente è stata allestita nella “Sala Rossa” dell’Agenzia di Pollenzo, luogo simbolico per il mondo Slow Food e per l’Università di Scienze Gastronomiche. Fin dalle prime ore del mattino, il flusso di persone che ha voluto rendere omaggio a Petrini non si è mai fermato.
Sul manifesto che accoglie chi entra si legge il messaggio di saluto: “Ciao Carlin – Ti vogliamo bene. Le tue idee ci guideranno”, firmato da Slow Food, dall’Università di Pollenzo e dalla sorella Chiara. Una frase semplice, ma che riassume il sentimento comune di chi lo ha conosciuto, seguito o anche solo incrociato attraverso le sue battaglie per un cibo buono, pulito e giusto.
L’atmosfera è composta, intima, ma allo stesso tempo attraversata da un senso di comunità: molte persone si conoscono, si abbracciano, si scambiano ricordi. Altri arrivano in silenzio, si fermano pochi minuti e poi escono, lasciando spazio a chi attende all’ingresso.
Le personalità presenti e il legame con il mondo enogastronomico
Nel corso della mattinata sono arrivati in Sala Rossa diversi volti noti del mondo culturale ed enogastronomico che, negli anni, hanno condiviso con Petrini percorsi e progetti. Tra questi padre Enzo Bianchi, fondatore della comunità di Bose e amico di lunga data di Carlin, che ha voluto essere presente per un ultimo saluto.
Hanno raggiunto Pollenzo anche l’imprenditore Oscar Farinetti e Giuseppe Lavazza, vicepresidente della Lavazza: due figure che rappresentano realtà imprenditoriali italiane legate al cibo, al vino, al caffè, mondi con cui Petrini ha dialogato a lungo, spesso spingendo verso una maggiore attenzione alla qualità, ai territori e ai produttori.
La presenza di questi nomi, accanto a quella di tanti cittadini comuni, restituisce l’immagine di una figura capace di tenere insieme mondi diversi: attivismo, cultura, impresa, educazione. Non solo il volto pubblico di Slow Food, ma un punto di riferimento per chi vede nel cibo una chiave per leggere la società.
Per chi vuole approfondire la storia del movimento che ha fondato, restano a disposizione le pagine ufficiali di Slow Food Italia e la ricostruzione della giornata offerta da ANSA.
Il “libro virtuale” per l’ultimo messaggio a Carlin
Accanto alla camera ardente è stato messo a disposizione anche un “libro virtuale” per il commiato, pensato per chi desidera lasciare un pensiero ma non può essere fisicamente presente a Pollenzo. È possibile inviare un messaggio di vicinanza scrivendo all’indirizzo c.petrini@slowfood.it, che Slow Food ha attivato proprio per raccogliere ricordi, parole di affetto e testimonianze.
Questo strumento digitale affianca il saluto in presenza e permette alla comunità di Slow Food, diffusa in tutta Italia e nel mondo, di sentirsi unita in un momento di lutto. Il ricordo di Petrini, così, non rimane solo nei luoghi che ha contribuito a creare, ma si allarga alle tante persone che hanno incrociato le sue idee.
Chi scrive a quell’indirizzo può condividere un episodio, una frase, un ringraziamento o semplicemente poche righe di cordoglio: saranno tutte tessere di un mosaico collettivo, che racconta chi è stato Carlin attraverso gli occhi di chi lo ha incontrato.
Come partecipare al cordoglio in modo semplice e rispettoso
Anche senza informazioni dettagliate sugli orari o sulle modalità di accesso, chi desidera unirsi idealmente al cordoglio può farlo in modo sobrio e rispettoso:
- Se si è vicini a Pollenzo, ci si può informare attraverso i canali ufficiali di Slow Food o dell’Università di Pollenzo per verificare gli orari di apertura al pubblico e le eventuali indicazioni di accesso.
- Se non si può essere presenti, il canale più diretto è il libro virtuale: un messaggio all’indirizzo indicato, anche breve, permette di lasciare traccia del proprio pensiero.
- In ogni caso, è possibile ricordare Petrini riprendendo in mano le sue idee: prestare attenzione a ciò che mangiamo, al lavoro di chi produce, al territorio in cui viviamo, sono piccoli gesti quotidiani che danno continuità a quelle “idee che continueranno” evocate dal manifesto in Sala Rossa.
In queste ore tra Bra e Pollenzo si concentra il saluto più vicino e fisico a Carlo Petrini, ma il senso di perdita – e insieme di eredità – va ben oltre i confini del Piemonte. A tenerlo vivo non saranno solo le cerimonie, ma la scelta di molti di non dimenticare il messaggio che ha accompagnato tutta la sua vita pubblica.



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