È morto Dick Parry, il sassofonista che ha dato voce ai Pink Floyd

Sassofono illuminato da una luce soffusa su un palco buio

Dick Parry, storico sassofonista legato ai Pink Floyd, è morto a 83 anni: l’annuncio è arrivato dai social di David Gilmour, che lo ha ricordato come “il mio caro amico”. Al momento non sono note le cause del decesso, rese pubbliche solo la notizia della scomparsa e il profondo legame umano e artistico tra i due musicisti.

L’annuncio di David Gilmour e un’amicizia lunga una vita

La notizia è stata diffusa da David Gilmour con un messaggio asciutto e dolente: “Il mio caro amico Dick Parry è morto questa mattina”. Nessuna enfasi, nessun dettaglio in più: solo il saluto a un compagno di viaggio con cui il chitarrista condivideva un rapporto nato in adolescenza, quando entrambi avevano appena 17 anni, molto prima che il nome Pink Floyd diventasse leggenda.

Nel ricordo affidato ai social, Gilmour insiste sul legame umano prima ancora che professionale: un rapporto cresciuto negli anni, tra studi di registrazione, tour, collaborazioni e momenti privati. A emergere è l’idea di una amicizia fedele, capace di attraversare decenni di musica e cambiamenti senza incrinarsi.

Nel suo tributo, Gilmour definisce più volte Parry come un musicista dal “timbro inconfondibile”: un modo per sottolineare come il suo sax non fosse un semplice abbellimento sonoro, ma una vera e propria voce dentro l’universo sonoro dei Pink Floyd.

La notizia della morte di Parry è stata riportata anche da Sky TG24, che ne ripercorre il ruolo chiave nella storia della band britannica.

Il sax dietro Money, Us and Them e Shine On You Crazy Diamond

Pur non essendo mai stato un membro ufficiale dei Pink Floyd, Dick Parry ha inciso in modo decisivo sulla loro identità musicale. I suoi assoli sono parte integrante di alcuni dei brani più celebri della band, entrati nell’immaginario di generazioni di ascoltatori.

Tra i contributi più noti:

  • il sax di Money, con quelle frasi incisive che si intrecciano al groove del brano
  • le atmosfere sospese e malinconiche di Us and Them
  • gli interventi intensi e carichi di pathos in Shine On You Crazy Diamond

Parry ha partecipato alle registrazioni di album fondamentali come The Dark Side of the Moon (1973) e Wish You Were Here (1975), contribuendo a definire quel suono dilatato, cinematografico e malinconico che ancora oggi viene immediatamente associato ai Pink Floyd.

Il suo sax non “riempiva” semplicemente uno spazio: dialogava con le chitarre, con le tastiere, con le architetture sonore della band, aggiungendo un livello emotivo ulteriore, spesso tra il solenne e il nostalgico. Bastavano poche note perché gli ascoltatori lo riconoscessero.

Dai tour anni ’70 al Live 8, una carriera discreta ma decisiva

Il rapporto di Dick Parry con i Pink Floyd non si è esaurito in studio. Il sassofonista ha accompagnato la band anche nei tour degli anni Settanta, portando dal vivo quelle stesse atmosfere che avevano reso unici i dischi.

Negli anni successivi ha continuato a collaborare con David Gilmour, sia nei progetti solisti del chitarrista, sia in occasioni speciali. Tra queste spicca la partecipazione alla reunion dei Pink Floyd al Live 8 del 2005, momento simbolico e attesissimo dai fan di tutto il mondo, vissuto da Parry ancora una volta con discrezione, concentrato sulla musica più che sulla ribalta.

Parallelamente, Parry ha costruito una carriera ampia e trasversale, lavorando con artisti come gli Who, John Entwistle, Rory Gallagher e i Violent Femmes. Si è mosso con naturalezza tra jazz e rock, sempre con uno stile elegante, riconoscibile, ma mai esibito, al servizio dei brani e non del proprio ego.

Chi lo ricorda sottolinea proprio questa caratteristica: un grande protagonista “in ombra”, capace di lasciare un’impronta fortissima senza cercare il centro della scena.

Come riscoprire oggi l’eredità di Dick Parry

Per chi vuole avvicinarsi o riavvicinarsi alla musica di Dick Parry, il punto di partenza naturale restano gli album dei Pink Floyd a cui ha contribuito. Riascoltare The Dark Side of the Moon e Wish You Were Here con l’attenzione puntata sul sax permette di cogliere quanto il suo intervento abbia modellato il clima emotivo dei brani.

Allo stesso modo, tornare ai live storici e alle performance con David Gilmour aiuta a comprendere quanto il suo suono fosse parte integrante della “voce” della band, pur restando spesso lontano dai riflettori. Anche i fan che seguono Gilmour sui social, ad esempio sul suo profilo Instagram ufficiale, possono ritrovare nel ricordo del chitarrista la misura del legame che li univa.

Con la scomparsa di Dick Parry se ne va un musicista che ha saputo segnare profondamente la storia del rock senza clamore, lasciando in eredità assoli che continuano a vivere in brani capaci di parlare ancora oggi a nuove generazioni di ascoltatori.

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