Inps, nuove regole per rateizzare i debiti – fino a 60 rate per imprese e contribuenti
L’Inps cambia le regole per la rateizzazione dei debiti contributivi: per chi è in temporanea difficoltà economica sarà possibile pagare fino a 60 rate mensili, con procedure più snelle e decisioni affidate alle strutture territoriali. Una novità che riguarda imprese e contribuenti con esposizioni non ancora passate agli agenti della riscossione.
Quante rate si possono chiedere e per quali debiti
Il nuovo regime di dilazione, illustrato da RomaToday, si applica ai debiti contributivi non ancora affidati alla riscossione e prevede limiti diversi a seconda dell’importo dovuto.
In sintesi:
- Fino a 500.000 euro di debito: si può ottenere un piano di pagamento fino a 36 rate mensili.
- Oltre 500.000,01 euro di debito: la dilazione può arrivare fino a 60 rate mensili.
La riforma supera il precedente sistema, che per le dilazioni oltre le 24 rate richiedeva un’apposita autorizzazione ministeriale. Ora questa soglia viene superata, con l’obiettivo dichiarato di semplificare l’accesso alla rateizzazione per chi si trova in una fase di temporanea difficoltà economico-finanziaria.
Secondo Antonio Pone, direttore centrale Entrate Inps, il nuovo impianto consente di “contemperare esigenze di tutela delle entrate pubbliche con strumenti più flessibili”, sostenendo al tempo stesso imprese e contribuenti nella regolarizzazione della propria posizione.
Chi decide sulle domande: più poteri alle sedi locali
Un altro elemento chiave del nuovo regolamento è il rafforzamento del ruolo delle strutture territoriali Inps. Non sarà più necessario il passaggio a livello centrale per i piani più lunghi, ma saranno le sedi sul territorio a valutare le richieste.
La ripartizione delle competenze è così definita:
- I direttori territoriali approvano i piani di rateizzazione fino a 36 rate e fino a 500.000 euro.
- I direttori regionali o di coordinamento metropolitano sono competenti per i piani fino a 60 rate relativi a importi superiori a 500.000 euro.
Per Pone, questa impostazione permette una valutazione più aderente alle specificità aziendali e al contesto locale, con un potenziale miglioramento sia nella qualità del servizio sia nei tempi di risposta alle richieste.
L’Inps ribadisce anche il proprio impegno nel favorire la regolarità contributiva, considerata un elemento essenziale per lo sviluppo del sistema produttivo e per la tutela dei lavoratori.
Come presentare la domanda e cosa cambia per chi ha già chiesto la dilazione
Le domande di dilazione dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso il “Cassetto previdenziale del contribuente”, seguendo le modalità operative fissate dall’istituto e disponibili sul portale ufficiale Inps.
Il nuovo regolamento:
- si applica alle domande presentate dalla data di pubblicazione della circolare Inps;
- vale anche per le richieste presentate dal 12 gennaio 2025 che risultino ancora in corso.
In questo secondo caso, è previsto un passaggio importante: il debitore potrà chiedere la rideterminazione del numero di rate alla luce delle nuove possibilità, ma solo entro 30 giorni dalla pubblicazione della circolare. Si tratta quindi di una finestra temporale limitata, da non perdere per chi ha già un piano in essere e vuole verificare se può allungare la durata del pagamento.
Le precedenti disposizioni in materia di rateizzazione sono state espressamente abrogate, e il nuovo testo diventa il riferimento unico per le dilazioni dei debiti contributivi non ancora affidati agli agenti della riscossione.
Cosa conviene fare adesso se hai debiti contributivi Inps
Per imprese e contribuenti che hanno debiti aperti con l’Inps, le novità introdotte rappresentano uno strumento in più per gestire la liquidità e cercare di rientrare in regola senza concentrare l’esborso in poche mensilità.
In concreto, può essere utile:
- Verificare la propria posizione nel Cassetto previdenziale e l’ammontare esatto del debito non ancora affidato alla riscossione.
- Valutare se rientrare nella soglia fino a 500.000 euro (massimo 36 rate) o in quella oltre 500.000,01 euro (fino a 60 rate).
- Se si ha già una domanda di dilazione presentata dal 12 gennaio 2025, controllare la data di pubblicazione della circolare e i 30 giorni disponibili per chiedere l’eventuale aumento del numero di rate.
- In caso di dubbi, rivolgersi alla propria sede territoriale Inps o a un consulente di fiducia per capire quale piano di rientro sia più sostenibile.
La nuova disciplina punta a offrire maggiore flessibilità a chi è in temporanea difficoltà, ma allo stesso tempo richiama alla necessità di mantenere comportamenti regolari e di programmare i pagamenti in modo realistico, per evitare nuove situazioni di insolvenza.



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