Il Papa è la nostra speranza” – il grido delle famiglie della Terra dei Fuochi ad Acerra

Il Papa è la nostra speranza” – il grido delle famiglie della Terra dei Fuochi ad Acerra

“Vedere mia figlia vivere nella paura dopo aver perso il papà e la sorellina non è possibile”: nel duomo di Acerra, i familiari delle vittime della Terra dei Fuochi hanno affidato a Papa Leone XIV il loro dolore e una richiesta di speranza e giustizia. Le testimonianze, raccolte durante l’incontro, raccontano una ferita che da anni segna questo territorio tra malattie, lutti e un ambiente che molti descrivono come “avvelenato”.

Il dolore di una madre: “Questa terra ci sta togliendo tutto”

Angela è la mamma di Ilenia, morta a soli 18 mesi, e la moglie di Carmine, scomparso a 40 anni. Entrambi sono deceduti nel giro di pochi anni, nel 2011 e nel 2013, nella cosiddetta Terra dei Fuochi, l’area campana al centro di un’emergenza ambientale e sanitaria che continua a far discutere.

Dopo l’incontro con Papa Leone XIV nel duomo di Acerra, Angela ha descritto l’emozione e, insieme, il peso del proprio vissuto: la figlia maggiore, oggi ventenne, vive con una paura costante. “Eravamo convinti che dopo di loro toccasse a noi, all’altra mia figlia, e per una madre vivere così è allucinante”, racconta.

Carmine è morto in pochi mesi per un tumore fulminante al colon. Per la piccola Ilenia, invece, non c’è ancora una spiegazione certa: “I medici ci dissero che il motivo sta nella ‘Terra dei fuochi’”, riferisce Angela. Da allora, anni di terapie psicologiche per cercare di reggere l’impatto del lutto e della paura, con una frase che riassume tutto: “Questa terra ci sta togliendo tutto”.

La figlia Tania, che ha perso il padre e la sorellina, è stata lei a chiedere di incontrare il Pontefice: un gesto nato dal bisogno di non sentirsi più soli e di dare un senso di giustizia a chi non c’è più.

“Non si può più morire di tumore per l’inquinamento”

Tania, oggi giovane donna, ha parlato con gli occhi pieni di lacrime, ma con parole lucidissime. “Ho voluto incontrare il Papa perché dobbiamo ricordare che la dignità delle persone vale più di tutto”, ha spiegato.

Per lei, nel 2026 è inaccettabile continuare a sentire di morti per tumore, soprattutto quando si sospetta un legame con l’inquinamento del territorio. Il loro incontro con Papa Leone XIV è stato soprattutto un “grido, una richiesta di speranza”: la speranza che, dopo questa visita, qualcosa cambi davvero.

Tania descrive una stanchezza profonda, condivisa da tante famiglie della zona: “Non se ne può più. Siamo stanchi”. Stanchi di promesse, di etichette, di una terra che da “Campania Felix” è diventata sinonimo di roghi, veleni e malattie.

L’incontro di Acerra si inserisce in un percorso più ampio di attenzione della Chiesa locale, guidata dal vescovo Di Donna, e della stessa diocesi, che sul proprio sito ufficiale Diocesi di Acerra da anni dà spazio alle istanze delle comunità colpite.

Il papà di Maria: dall’addio alla figlia alla nascita di un’associazione

Tra le voci che hanno parlato con Papa Leone XIV c’è anche quella di Angelo Venturato, padre di Maria, morta nel 2016 a 25 anni per un tumore. Angelo, presente con la moglie in cattedrale, racconta un incontro intenso: il Papa ha stretto le mani, ascoltato “piccoli pezzi di storia” di ciascuno, mostrando grande attenzione.

“Adesso la speranza è che non ci si fermi, che non finisca tutto in un fatto mediatico temporaneo”, dice Angelo. Il Pontefice, riferisce, ha promesso un monito a tutte le istituzioni. Una parola che, per chi vive qui, pesa molto: la voce del Papa ha un’eco internazionale e può riportare al centro il tema della bonifica e della tutela della salute.

Angelo ricorda com’era la sua terra: “Qui si viveva bene una volta, si mangiava bene, si respirava aria pulita, e deve tornare ad essere così”. Rifiuta l’etichetta di “Terra dei fuochi” e parla di “troppi morti”. Maria aveva scoperto il “brutto male” a 22 anni, un mese prima del matrimonio: a casa, il vestito da sposa è ancora lì.

Da quel dolore è nata l’associazione “Se allunghi la mano troverai la mia”, voluta da Maria e realizzata dal padre: un sostegno gratuito ai malati oncologici che hanno difficoltà a raggiungere gli ospedali o a procurarsi presìdi medici. Un gesto concreto di solidarietà in un contesto che chiede anche interventi strutturali da parte delle istituzioni competenti, come il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Cosa chiedono oggi le famiglie della Terra dei Fuochi

Dalle parole di Angela, Tania e Angelo emerge una richiesta chiara, che va oltre la consolazione spirituale:

  • Verità e giustizia per le vittime, con indagini e risposte chiare sulle cause delle malattie.
  • Interventi concreti di bonifica e prevenzione per fermare l’inquinamento e tutelare la salute dei cittadini.
  • Rispetto e dignità per un territorio che non vuole più essere ricordato solo come “Terra dei fuochi”.

L’incontro di Acerra, raccontato anche da ANSA, è stato per molti un momento di ascolto e vicinanza. Ora, come ripetono le famiglie, la sfida sarà trasformare le parole in azioni, perché quella che un tempo era la Campania Felix possa tornare ad essere una terra dove si vive e si cresce senza paura.

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