Stellantis, nuovo piano Fastlane 2030 – 60 miliardi di investimenti e nessuna chiusura di impianti
Stellantis accelera con il piano industriale “Fastlane 2030”: 60 miliardi di euro di investimenti, 60 nuovi modelli in arrivo e la promessa di non chiudere stabilimenti in Italia e in Europa. Il gruppo automobilistico ha presentato la strategia durante l’Investor Day ad Auburn Hills, in Michigan, delineando obiettivi su ricavi, produzione e gamma prodotti che toccano da vicino anche gli stabilimenti italiani.
Investimenti, ricavi e obiettivi al 2030
Il nuovo piano prevede 60 miliardi di euro di investimenti entro il 2030, con una ripartizione netta: il 60% destinato al Nord America e il restante 40% agli altri mercati, Europa compresa. Il 70% delle risorse per marchi e prodotti sarà concentrato su quattro brand globali: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, oltre alla business unit dei veicoli commerciali Pro One.
Sul fronte dei conti, Stellantis punta a ricavi per 190 miliardi di euro nel 2030, in crescita rispetto ai 154 miliardi stimati per il 2025, e a un margine di utile operativo rettificato del 7%. Il flusso di cassa industriale dovrebbe tornare positivo nel 2027 e arrivare fino a 6 miliardi nel 2030.
Per il Nord America l’obiettivo è +25% di fatturato, mentre in Europa il gruppo mira a un aumento dei ricavi del 15% e a un margine operativo (Aoi) tra il 3% e il 5%. Per riuscirci, la strategia passa da tre leve principali: rifocalizzare il portafoglio marchi, guidare la competitività dei costi e aumentare l’utilizzo degli impianti.
Ulteriori dettagli sul piano sono stati illustrati da Sky TG24.
Stabilimenti, capacità produttiva e ruolo dell’Italia
Uno dei passaggi più sensibili riguarda la capacità produttiva in Europa. Stellantis prevede una riduzione di oltre 800mila unità, ma attraverso riconversioni e partnership industriali, non con chiusure di siti. In Francia, ad esempio, è prevista la riconversione dell’impianto di Poissy e il supporto produttivo di partner come Leapmotor (a Madrid e Saragozza) e Dongfeng (a Rennes).
L’obiettivo è portare l’utilizzo degli impianti europei dal 60% all’80% entro il 2030, livello che dovrebbe essere raggiunto anche negli Stati Uniti grazie all’aumento dei volumi. In Medio Oriente e Africa, il piano punta alla localizzazione dei prodotti per arrivare al pieno utilizzo della capacità produttiva entro la fine del decennio.
Per l’Italia, il piano ha due messaggi chiave:
- Nessuna chiusura di impianti in Italia e in Europa, come ha assicurato l’amministratore delegato Antonio Filosa.
- Conferma del futuro dello stabilimento di Cassino, che sarà definito nel dettaglio con il piano Maserati atteso per dicembre.
“Non chiuderemo impianti in Italia e in Europa. Possiamo ridurre la capacità produttiva di 800mila unità senza chiusure perché condividiamo la capacità con i nostri partner”, ha spiegato Filosa, che ha firmato il piano a un anno dal suo insediamento alla guida del gruppo.
Nuovi modelli, e-car e partnership tecnologiche
Fastlane 2030 prevede 60 nuovi modelli e 50 aggiornamenti di prodotto entro il 2030, con una gamma che coprirà tutte le principali tipologie di alimentazione. Nel dettaglio:
- 29 veicoli elettrici a batteria (BEV)
- 15 veicoli plug-in o a autonomia estesa (PHEV/EREV)
- 24 veicoli full hybrid
- 39 modelli termici o mild hybrid
Per il mercato italiano, sono in arrivo i SUV Fiat Grizzly e Grizzly Fastback, mentre dal 2028 lo stabilimento di Pomigliano d’Arco produrrà le nuove E-Car urbane inizialmente a marchio Fiat e Citroën. È prevista anche una nuova Alfa Romeo a Melfi entro il 2030 e, ad Atessa, la prossima generazione di large van per il segmento dei veicoli commerciali.
Sul fronte tecnologico, Stellantis investirà oltre 24 miliardi di euro in cinque anni (il 40% degli investimenti totali) in piattaforme globali, propulsori e nuove tecnologie. Le nuove piattaforme, tra cui la Stla One, avranno un’architettura modulare per aumentare efficienza e competitività: entro il 2030, il 50% dei volumi globali dovrebbe essere prodotto su tre piattaforme comuni.
Il gruppo ha confermato o avviato diverse partnership strategiche:
- con Wayve per la guida automatizzata
- con Qualcomm Technologies per una nuova generazione di auto connesse e intelligenti
- con Applied Intuition per lo sviluppo software a bordo veicolo
Il posizionamento dei marchi viene ridefinito: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat diventano i quattro brand globali di riferimento, mentre Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo avranno un ruolo regionale. DS e Lancia resteranno marchi storici per Francia e Italia, ma saranno gestiti rispettivamente da Citroën e Fiat. Per Maserati è previsto un riposizionamento nel “lusso puro” con due nuovi modelli di segmento E.
Cosa significa il piano Fastlane 2030 per consumatori e lavoratori
Per chi lavora negli stabilimenti italiani, il messaggio centrale è la tutela dell’occupazione attraverso riconversioni e condivisione della capacità produttiva, non tramite chiusure. Per i consumatori, il piano porta una maggiore scelta tra elettrico, ibrido e motorizzazioni tradizionali, con un focus su modelli urbani compatti e accessibili prodotti in Europa, anche in Italia.
Come ha sintetizzato il presidente John Elkann, si tratta di un “piano ambizioso ma realistico”, costruito sulla conoscenza dei mercati e sul ritorno all’obiettivo di base: “costruire e vendere auto eccezionali che i clienti amano e di cui si fidano”.
Per approfondire il quadro strategico e le dichiarazioni dei vertici, è possibile consultare l’articolo completo di Sky TG24 e gli aggiornamenti sul sito ufficiale Stellantis.



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